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HomeRaccontiIl bue e il suo pastore

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Capitolo I - "La ricerca del bue"

Capitolo II - "La scoperta delle tracce del bue"

Capitolo III - "La scoperta del bue"

Capitolo IV - "La cattura del bue"

Capitolo V - "La domazione del bue"

Capitolo VI - "Il ritorno a casa sul dorso del bue"

Capitolo VII - "Il bue è dimenticato, resta solo il pastore"

Capitolo VIII - "Il perfetto oblio di bue e pastore"

Capitolo IX - "Ritornato al fondamento e all'origine"

Capitolo X - "L'ingresso nel mercato a mani aperte"

 

 

Capitolo I - "La ricerca del bue"

A che scopo cercare? Non c'é mai stato un tempo in cui il bue sia andato smarrito. Accadde tuttavia che il pastore si volse via da se stesso: il suo bue gli divenne allora estraneo e si perse infine in una polverosa lontananza. I monti di casa si fanno sempre più lontani. D'improvviso il pastore si ritrova in un groviglio di strade che non portano da nessuna parte. Brama di guadagno e paura della perdita si accendono come fuoco che divampa, e le opinioni su ciò che è giusto e ciò che è  sbagliato si sollevano l'una contro l'altra come punte di lancia nel campo di battaglia. (VUOTO/PIENO, Il bue e il suo pastore: una storia zen dall'antica Cina, Edizione italiana a cura di Vittori Tamaro, Editori Laterza)

 

Ode 1

Sperduto in un'immensa selva incede il pastore

fra piante rigogliose cercando il suo bue.

Ampio scorre il fiume, le montagne  s'innalzano lontane,

e il sentiero s'inoltra sempre più nel folto.

Il corpo spossato e disperato il cuore.

Cerca il pastore e tuttavia non trova

la giusta direzione.

Al calar della sera ode solo cicale

cantare sull'acero.

 

Ode 2

 Volto solo all'esterno, ardente cerca il pastore

con tutte le sue forze.

I piedi già immersi in profonda, melmosa palude,

ma non se ne accorge.

Quante volte fra piante odorose e al tramonto

del sole

ha invano intonato Hsin-feng,

il canto del pastore?

 

Ode 3

All'inizio non c'è traccia alcuna. Chi allora potrebbe mettersi in cerca?

Smarrito s'inoltra in tenebrosa contrada da fitta nebbia pervasa e intrico di rami.

Tuttavia inavvertito, un ospite, torna

già a casa col bue afferrandogli il muso.

 Eppure il suo canto risuona così scoraggiato

 sotto gli alberi, sulla riva dell'acqua.

 

Capitolo II - "Lascoperta delle tracce del bue"

La lettura dei Sutra e l'ascolto degli insegnamenti ha portato il pastore a presagire qualcosa del senso della verità. Egli ha scoperto le tracce. Adesso comprende che le cose, sebbene di forme diverse, sono tutte costituite dello stesso unico oro, e che la natura di ogni cosa non è diversa dalla sua propria natura. Egli però non è ancora in grado di distinguere fra l'autentico e l'inautentico, e ancor meno tra il vero e il falso. Egli non è ancora in grado di varcare la soglia. Per il momento si dice dunque soltanto che ha già scoperto le tracce.

 

Ode 1

Sotto gli alberi, sulla riva dell'acqua ecco sparse

qua e là ben visibili le tracce del bue.

Ha trovato il pastore la via fra le piante

che crescono folte e odorose?

Per quanto lontano possa andarsene il bue,

fin nei luoghi più interni di imponenti montagne,

pure, il suo muso raggiunge i cieli lontani,

nascondersi non può davvero.

 

Ode 2

 Presso l'albero spoglio là  davanti alla rupe

passano molti svianti sentieri.

Come in nido d'uccello ricoperto di erbe

 egli gira intorno a  se stesso nella piccola grotta.

Si accorge del suo smarrimento? Quando i suoi passi

seguono le orme cercando,

proprio allora incrocia il bue e se lo lascia

scappare.

 

Ode 3

Motli uomini cercano il bue, tuttavia pochi

lo hanno davvero veduto.

A nord delle montagne oppure giu al sud, lo ha forse

trovato il pastore in quelle contrade?

L'unica via di luce e oscurità dove

ogni cosa scompare e appare.

Se il pastore riesce su tale via a trovarsi,

ogni pena svanisce.

 

Capitolo III - "La scoperta del bue"

Nell'istante in cui ode il suono, il pastore salta d'un tratto indietro e incontra l'origine riconoscendola. I sensi errabondi si sono acquietati in serena armonia con questa origine. Disvelato, il bue governa nella sua interezza ogni gesto del pastore. La sua presenza si dispiega ineluttabile, come il sale nell'acqua del mare o come la colla nei colori del pittore. Se il pastore spalanca gli occhi e guarda attentamente, non scorge allora nient' altro se non se stesso. 

 

 

Ode 1

D'un tratto risuona la limpida voce

dell'usignolo in alto fra i rami.

Caldo splende il sole, il vento spira soave,

verdeggiano i salici sulla riva.

Non v'è ormai luogo ove il bue

possa fuggire.

Così bella la splendida testa dalle maestose

corna: nessun pittore saprebbe ritrarla.

 

Ode 2

Figura e suono del bue furono uditi

e avvistati.

Un grande maestro divenne d'allora Dsai-Sung,

il pittore del bue.

Dalla testa alla coda il suo dipinto è come

il bue del cuore.

Ma se uno osserva con più attenzione nota come

non sia ancora compiuto.

 

Ode 3

Il volto del pastore urtò proprio il muso del bue.

Adesso non ha più bisogno di seguire il muggito.

Nè bianco nè azzurro è questo bue.

Silenzioso annuisce il pastore e si concede

un leggero sorriso.

Non ci sono pennello e matita per lo splendido

paesaggio.

 

Capitolo IV - "La cattura del bue"

Dopo essersi per lungo tempo nascosto nella natura selvaggia, oggi il bue è stato infine raggiunto. Ma il mondo familiare e piacevole di questa natura selvaggia lo richiama ancora così violentemente che trattenerlo è molto difficile. Ancora non è in grado di sottrarsi alla nostalgia dell'erba odorosa. In lui alberga ancora caparbia ostinazione, e selvatica animalità lo domina. Se il pastore vuole renderlo davvero mansueto, deve punirlo con la severità della frusta.

 

Ode 1

Con grandi sforzi il pastore ha catturato il bue.

Troppo impetuoso ancora il suo animo, la forza ancora

Troppo furiosa perchè sia facile domare la sua selvatichezza.

Ora il bue corre via, s'inerpica lontano

Sugli elevati altopiani.

Ora si spinge lontano in luoghi cupi di brume

E di nubi e vuole eclissarsi.

 

Ode 2

Tieni strette le briglie, il bue non lasciarlo

Scappare!

Ancora molte e sottili influenze maligne non sono

Vinte.

Anche se cauto il pastore lo tira

Per il muso con le briglie,

Il bue si rigira talvolta volendo tornare

Nella natura selvaggia.

 

Ode 3

Là dove le piante odorose si slanciano in alto

Nel cielo, il pastore ha preso al laccio il bue.

Il muso del bue preso al laccio, egli ancora non deve

Lasciare la presa.

La via del ritorno riluce al pastore

Già chiara

Ancora però deve spesso fermarsi col bue

Lungo il fiume azzurro e sulla verde montagna.

 

Capitolo V - "La domazione del bue"

Se sorge, anche solo impercettibilmente, un qualsivoglia pensiero, inevitabelmente ne segue un altro - una successione infinita. Nel risveglio essa entra nella verità, nell'erramento invece tutto diventa non vero. Ogni cosa presente nel mondo è priva di natura propria, ma sorge unicamente a partire dal cuore originario. Tieni ben strette le briglie e non concedere a te steso nessun indugio! (Vuoto/Pieno - Il bue e il suo pastore, edizione italiana a cura di Vittorio Tamaro, Editori Laterza)
 

Ode 1

Nemmeno un istante deve lasciare

il pastore frusta e briglia.

Il bue altrimenti con passi furiosi

fuggirebbe per vie polverose.

Ma se il bue con pazienza viene invece domato

e reso mite,

seguirà di buon grado il pastore

senza corda e catena.

 

Ode 2

Ora indugia il bue nel bosco in montagna,

si gode lassù la bella giornata.

Ora va lungo strade molto battute

e viene insudiciato dalla polvere dei cavalli.

Mai mangia il foraggio che cresce sui prati di altri uomini.

Andare e venire

non occorre sforzo alcuno del pastore.

Placido lo porta il bue.

 

Ode 3

Con paziente obbedienza il bue

si è  assuefatto al pastore, ormai mansueto.

Se anche finisce in mezzo alla polvere,

non può esserne insudiciato.

Domazione paziente. D'un sol tratto il pastore

ha raggiunto la sua perfetta destrezza

Sotto gli alberi incontra altri uomini

il suo sorriso possente.

 

Capitolo VI - "Il ritorno a casa sul dorso del bue"

La lotta è già finita. Guadagno e perdita sono anch'essi svaniti. Il pastore canta una semplice canzone da boscaiolo e suona sul suo flauto una rustica melodia da ragazzo di villaggio. Cavalcando il bue contempla l'azzurro del cielo. Se qualcuno lo chiama, egli non si volta. Se qualcuno lo tira per la manica, non si lascia trattenere. (Vuoto/Pieno - Il bue e il suo pastore, edizione italiana a cura di Vittorio Tamaro, Editori Laterza)
 

 Ode 1

Il pastore torna a casa sul dorso del bue

ozioso e sereno.

Nelle vaganti brume della sera risuona lontano

l'aria del suo flauto.

Ritmo per ritmo e verso per verso risuona infinita

la gioia del pastore.

Se qualcuno ode il canto ha forse bisogno

di dire in che stato si trovi il pastore?

 

Ode 2

Con la mano fa cenno laggiù alla contrada

presso l'argine - già si vede la patria.

Sbuca fuori da nebbie e da brume suonando

piano il flauto di legno.

La melodia d'un tratto si muta nel canto

del ritorno.

Chi è in grado di udire questo canto non trova

più così belli gli splendidi brani del maestro Bay-ya.

 

Ode 3

Montando a rovescio sul bue s'incammina

verso casa, letizia del cuore.

Con il cappello di bambù e il vestito di paglia

avanza nelle brume della sera.

Passo dopo passo. La fresca brezza spira

lieve e mite.

Il bue non degna d'uno sguardo l'erba

sparuta.

 

Capitolo VII - "il bue è dimenticato, resta solo il pastore"

Non ci sono due Dharma. Il bue viene presentato solo provvisoriamente come segnavia. Somiglia un pò ad un laccio con cui si cattura la lepre o a una massa con cui si prende il pesce. Al pastore accade adesso come se l'oro lucente venisse separato dal minerale, o come se la luna apparisse uscendo dalle nuvole. L'unica luce rinfrescante splende già prima del sorgere dei mondi. (Vuoto/Pieno - Il bue e il suo pastore, edizione italiana a cura di Vittorio Tamaro, Editori Laterza)

 Ode 1

Già è di ritorno il pastore sul dorso del bue.

Non c'è più nessun bue. Se nesta solitario

il pastore, in ozio sereno.

Ancora sonnecchia tranquillo, sebbene l'ardente

rosso sole sia già alto nel cielo.

Inutili frusta e briglie,

gettati via sotto il tetto di paglia.

 

Ode 2

Pur se dal monte il pastore portò indietro il bue,

del bue nella stala non c'è più traccia.

Mantello di paglia e cappelo di bambù

sono inutili ormai.

Cantando e danzandovivein ozio ilpastore,

non più a nulla attaccato.

Fracielo e terra è divenuto il signore

di se stesso.

 

Ode 3

Tornato a casa il pastrore,

ora patria è dovunque.

Cosa ed Io del tutto obliati,

c'è pace tutto il giorno.

Credi alla vetta

"accesso al profondo Mistero".

Tale vetta raggiunta,

un uomo non fa più parte del mondo degli uomini.

 

Capitolo VIII - "Il perfetto oblio di bue e pastore"

 Tutti idesideri mondani sono caduti. e nello stesso tempo anche l'idea di santità si è svuotata snza lasciare traccia. Non indugiare tutto contento nelluogo dove vive il Buddha. Oltrepassa rapidamente il luogo dove non vive alcun Buddha. Quando uno non resta attaccato a nessuno dei due, Sondare la profondità del suo animo sarebbe impossibile anche per chi avesse mille occhi. La santità a cui uccelli offrono fiori non è che ignominia. (Vuoto/Pieno - Il bue e il suo pastore, edizione italiana a cura di Vittorio Tamaro, Editori Laterza)

 Ode 1

Frusta e briglia, bue e pastore senza traccia

svaniti nel nulla.

il vasto e azzurro cielo mai nessuna parola

riesce a misurarlo.

Sulla rossa fiamma dell'ardente braciere

potrebbe forse serbarsi la neve?

Solo se è giunto a una tale dimora

può un uomo esser pari agli antichi maestri.

 

 Ode 2

Vergogna! finora il mondo intero volevo salvare.

Meraviglia! nessun mondo c'è più da salvare.

Nessuna parola saprebbe dire in qual stato

sia ora l'animo del pastore.

Predecessore - successore: nessuno dei due

è qui presente.

Enigma! questa verità chi può ereditarla?

chi può trasmetterla?

 

 Ode 3

D'un sol colpo il grande cielo finisce in frantumi.

Sacro e profano senza traccia svaniti.

Nell'intransitato finisce la Via.

Davanti al Tempio splende chiara la luna

e sussurra il vento.

Tutte le acque di tutti i fiumi sfociano

nel grande mare.

 

Capitolo IX - "Ritornato al fondamento  e all'origine"

Fin dall'inizio è puro, non c'è polvere alcuna. Là uno osserva il ritmico sorgere e tramontare degli enti e dimora nella quiete raccolta del non-agire. Egli non si lascia trarre in inganno dalle fugaci fantasmagorie del mondo e non ha più bisogno di disciplina alcuna. Azzurri scorrono i fiumi, verdi s'innalzano le montagne.Egli se ne sta seduto in solitudine e osserva il mutamento di tutte le cose. (Vuoto/Pieno - Il bue e il suo pastore, edizione italiana a cura di Vittorio Tamaro, Editori Laterza)

 Ode 1

Ritornato al fondamento e all' origine.

Il pastore ha già tutto compiuto.

Niente è meglio che da subito starsene quieti,

come sordi e ciechi.

Siede nella sua capanna e non bada

alle cose là fuori.

Immenso il fiume scorre come scorre.

Rosso il fiore sboccia come sboccia.

 

 Ode 2

Mai si volge l'azione  meravigliosa a trarre profitto

da essere e nulla.

Qualsiasi cosa veda e oda, non ha più bisogno

d'esser cieco e sordo.

Ieri il corvo d'oro volò giù nel mare

Oggi risplende il cerchio infuocato dell' aurora

come un tempo.

 

Ode 3

Già ha profuso il pastore ogni energia del cuore

e tutte le vie ha già fino in fondo percorso.

Perfino il più chiaro risveglio non vale

sordità e cecità.

Sotto i sandali di paglia termina la via da lui

percorsa un tempo.

Nessun uccello canta. Fiori rossi sbocciano

in splendido groviglio.

 

Capitolo X - "L'ingresso nel mercato a mani aperte"

La porta d'ingresso fatta di sterpi è sprangata e nemmeno il più saggio dei santi riesce a trovarlo. Egli ha già sepolto profondamente la propria natura rischiarata e si prende la libertà di allontanarsi dalle strade percorse dai venerandi antichi saggi. Ora egli fa ingresso nel mercato portando con sè una zucca vuota, ora torna nella sua capanna camminando con un bastone. Gli piace frequentare bettole e bancarelle del pesce, così da poter risvegliare a se stessi gli uomini ubriachi.(Vuoto/Pieno - Il bue e il suo pastore, edizione italiana a cura di Vittorio Tamaro, Editori Laterza)

 Ode 1

Col petto scoperto e a piedi scalzi egli

fa ingresso nel mercato.

Il volto imbrattato di terra,

il capo di cenere tutto cosparso

le sue gote inondate da un riso possente.

Senza curarsi di mistero e prodigio,

ecco di colpo gli alberi secchi grazie a lui sono in fiore.

 

Ode 2

Amichevole viene questo soggetto

da una ignota stirpe.

Ora il suo volto mostra i suoi tratti evidenti

del cavallo, ora quelli dell'asino.

Fa un pò vibrare la verga di ferro veloce

come il vento

di colpo si aprono vaste e spaziose

tutte le porte.

 

 Ode 3

Dalla manica dritta sul volto si scaglia

la verga di ferro.

Ora parla unno, ora cinese,

il riso possente sulle sue gote.

Se un uomo impara a incontrare un sè

restandogli ignoto

spaziosa si aprirà la porta del palazzo.